I Premi

PREMIO STUDENTE ATLETA

2002 Roberto Massacci – Andrea Massacce – Giovanni Priori
2004 Marina Fattori – Leopoldo Rocchetti
2006 Alessia Verdini – Edoardo Bellocchi
2007 Giulia Bartolini
2008 Edoardo Bartolini – Tiziana Rita Bruzzesi – Giulia Lozana Cordez
2010 Davide Fronzi

PREMIO FAIR PLAY

2003 Daniele Caimmi
2010 Linda Rossi
2011 Claudia Belbusti – Lavinia Franceschini – Gabriele Mazzarini

PREMIO ALLA CARRIERA

2001 – GOFFREDO BIANCHELLI – Diritto sportivo
2001 – CARLO BOSIN – Calcio giovanile
2003 – ENZO PETTINELLI – Tennistavolo
2004 – CARLO LANARI – Impianti sportivi
2004 – GIULIANO GIULIANELLI – Calcio femminile
2005 – AMERICO SEVERINI – Ciclismo
2006 – SERGIO ROSSI – Pattinaggio
2007 – DARIO SANGELANTONI – Calcio
2008 – FULVIO GIACOMINI – Pugilato ; SERGIO MeNCARELLI – Pugilato ; GIORGIO MANCINELLI – Pugilato ; FLAVIANO POLINORI – Pugilato
2009 – GIANNI GRAMACCIONI – Calcio
2010 – CARLO MATTIOLI – Atletica Leggera

PRIMA EDIZIONE PREMIO TRICCOLI

VOGLIO RINGRAZIARE LE ISTITUZIONI E LE AZIENDE CHE CI HANNO SOSTENUTO IN QUESTE NOSTRE INIZIATIVE E PRECISAMENTE

L’ASSESSORE LIDIO ROCCHI PER LA REGIONE MARCHE
FABIO STURANI PRESIDENTE DEL CONI REGIONALE
FABIO LUNA PRESIDENTE DEL CONI PROVINCIALE
SANDRO BARBADORO DIRETTORE DELLA EDRA COSTRUZIONI

FRANCESCO FRANCUCCI TITOLARE DELLA VALCE
DAVIDE MICCI TITOLARE DELLA NOVEDIL
FELICE SACCINTO PRESIDENTE DELLA BCC DI CORINALDO

SIGNORA TRICCOLI

PRESIDENTE ABETE

SIG. PERUZZI

AUTORITA’

GENTILI OSPITI E AMICI PANATHLETI

QUANDO NEL 1989 FONDAMMO IL PANATHLON CLUB DI SENIGALLIA NON PENSAVO CHE IL NOSTRO LAVORO POTESSE FARCI VIVERE MOMENTI COME QUESTO.
PER ME E PER MOLTI ALTRI SPORTIVI E’ STATO UN VERO ONORE CONDIVIDERE MOMENTI DELLA VITA DI QUESTO CLUB CON PERSONAGGI PIU’ O MENO NOTI MA CHE VOGLIO RICORDARE TUTTI CON GRANDE AFFETTO E STIMA.

RICORDO ANCORA IL PRIMO INCONTRO CON EZIO TRICCOLI CHE FU IMPRONTATO ALLA MASSIMA CONCRETEZZA E CORDIALITA’.
VOLEVA AVVIARE L’ATTIVITA’ DELLA SCHERMA E AVEVA BISOGNO DI UN FURGONE PER ANDARE IN UN PAESE VICINO A PRENDERE TAPPETI DI GOMMA GETTATI VIA DA UNA FABBRICA PER POTERLI USARE COME PEDANA (E ANCORA OGGI PURTROPPO IL NOSTRO CLUB SCHERMA CHE HO L’ONORE DI PRESIEDERE NON HA UNA SEDE IDONEA E SIAMO IN ATTESA DA LUNGO TEMPO DI UNA SOLUZIONE NONOSTANTE LE PROMESSE FATTE)

LA COLLABORAZIONE E LA CORDIALITA’ FU IMMEDIATA AL PROPOSITO GIOVA RICORDARE CHE DECENNI ADDIETRO LA RIVALITA’ SPORTIVA TRA JESI, SENIGALLIA E ANCONA ERA MOLTO ACCESA ALLE VOLTE FIN TROPPO ED OGNI OCCASIONE ERA BUONA PER ALIMENTARE QUESTA COMPETIZIONE NON SEMPRE MOLTO SPORTIVA.

EZIO TRICCOLI AVEVA PRESO CASA A MONTIGNANO, UNA FRAZIONE DI SENIGALLIA, E PER LUI ERA INCONCEPIBILE CHE A SENIGALLIA NON CI FOSSE UN CLUB DEL PANATHLON E UNA SOCIETA’ SCHERMISTICA.

CON LA SUA DINAMICITA’ PROROMPENTE COINVOLSE I PANATHLETI BIANCHELLI, FILERI, GAZZETTI, ORCIARI, PALLOTTA E UBALDI ISCRITTI IN ALTRI CLUB DELLA ZONA E INSIEME AD ALTRI UOMINI DI SPORT SI DIEDE VITA AL PANATHLON CLUB SENIGALLIA, IL 28 OTTOBRE 1989 ALL’HOTEL PALACE.

FU MOLTO SEMPLICE INDIVIDUARE IN EZIO TRICCOLI IL PRIMO PRESIDENTE E GRAZIE A LUI VENNERO ORGANIZZATI INCONTRI DI ECCEZIONALE QUALITA’ CON OSPITI DI ASSOLUTO PRESTIGIO (PER RIMANERE NELLA SCHERMA UNO DEI PRIMI OSPITI FU EDOARDO MANGIAROTTI)

HO CONSERVATO GELOSAMENTE LA RELAZIONE CHE EZIO FECE AI SOCI L’8 FEBBRAIO 1991 DALLA QUALE TRASPARE

TUTTA LA SUA PERSONALITA’ QUANDO CON GRANDE SEMPLICITA ED EFFICACIA AFFERMA CHE BISOGNA LAVORARE “ SENZA AVVILIRSI DI FRONTE AGLI OSTACOLI DA SUPERARE” FRASE SCONTATA IN TEORIA MA POI MOLTO PIU’ DIFFICILE DA APPLICARE.

L’ATTIVITA’ SCHERMISTICA DI EZIO TRICCOLI INIZIA CASUALMENTE NEL 1940 NEL CAMPO DI PRIGIONIA DI ZONDERWATER, IN SUD AFRICA A 50 KM DA PRETORIA.

CI SONO DECINE DI MIGLIAIA DI PERSONE RINCHIUSE MA PUR PRIGIONIERI DI GUERRA VIVONO IN CONDIZIONI BEN DIVERSE DA QUELLA DEI CAMPI TRISTEMENTE FAMOSI IN EUROPA.

E’ IN QUELLA PRIGIONE DOVE EZIO RIMARRA’ PER 7 ANNI CHE SCOPRE LA SCHERMA

E CON BACCHETTE DI LEGNO INIZIANO I “PRIMI PASSO AVANTI E PASSO INDIETRO LE PRIME ATTACCO PARATA E RISPOSTA E AL SUO RITORNO A JESI, NEL 1947, APRE UNA SCUOLA: L’ATTIVITA’ SI SVOLGE IN UNO SCANTINATO.

LI’ NASCE, COME SCRIVE GIAN ANTONIO STELLA SUL CORRIERE DELLA SERA NEL 2000, UN PICCOLO MIRACOLO ITALIANO DESTINATO A DIVENTARE UN PUNTO DI RIFERIMENTO MONDIALE.

PIU’ FAMOSO ADDIRITTURA DELLA PALESTRA IN CUI IL MITICO GIUSEPPE GALANTE INSEGNAVA AGLI ALLIEVI LA PAURA COPRENDO LE PARETI CON ADDOBBI FUNERARI.

FRA POCO SARA’ CON NOI GIOVANNA TRILLINI E LO POTREMO SENTIRE DALLA SUA VOCE : LEI AVEVA UN RAPPORTO PARTICOLARE IN QUANTO NIPOTE DEL MAESTRO, MA RICORDA SEMPRE CHE IN PALESTRA RIMANEVANO RIGOROSAMENTE L’ALLIEVA E IL MAESTRO.

NEL FARE LEZIONE, DICEVA TRICCOLI, BISOGNA EVITARE ATTEGGIAMENTI DISCRIMINATORI. L’ALLIEVO DEVE ESSERE CONTINUAMENTE STIMOLATO ALL’APPRENDIMENTO. A TUTTI DEVE ESSERE DEDICATO IL TEMPO NECESSARIO MA IN EGUAL MISURA SENZA PREFERENZE.

RICORDO BENE LA SUA GIOIOSA SERENITA’ E MOLTO CONTAGIOSA QUANDO MI REGALO’ UN POSTER CON LA DEDICA DI STEFANO CERIONI REDUCE DALLA MEDAGLIA D’ORO DI SEUL

PARLAMMO MOLTO DI VITTORIE E SCONFITTE SPESSO SI RIPETE LA FRASE “l’importante non e’ vincere ma partecipare” E SI FA TORTO ALLA VERITA’ PERCHE’SI DIMENTICA IL CONTESTO STORICO ED ECONOMICO IN CUI QUELLA FRASE VENNE PRONUNCIATA.

OGGI FORSE SI ABUSA DI QUELLA FRASE PER VENIRE MENO ALLA PRORPIA RESPONSABILITA’ DI EDUCATORI.

IL DESIDERIO DI VINCERE E’ ELEMENTO INTRINSECO E IRRINUNCIABILE DELA PRATICA SPORTIVA.

CIO’ CHE DEVE ESSERE ESCLUSO E’ CHE LA COMPETIZIONE SIA VISSUTA CONTRO L’ALTRO E CHE OGNI MEZZO SIA LECITO PER VINCERE.

CI SONO SEMPRE STATE FORZE ECONOMICHE E IDEOLOGICHE, IN PARTICOLARE NELLE DITTATURE, CHE HANNO ATTRIBUITO UN VALORE ASSOLUTO E DI GRANDE PROPAGANDA POLITICA ALLE VITTORIE SPORTIVE (UN ESEMPIO PER TUTTI ANCHE SE POCO CITATO LA SCUOLA DELLO SPORT DI LIPSIA NELLA GERMANIA DELL’EST O LE PIU’ NOTE OLIMPIADI DI BERLINO DEL 1936 CON LA VITTORIA DI OWENS NEI 100 MT) IN QUESTI CASI L’ATLETA E’ DIVENTATO MERCE:

LA VITA UMANA, IL CORPO UMANO NON SONO STATI PIU’ RISPETTATI NEL LORO IMMENSO VALORE DIVENTANDO CAMPO DI ESPERIMENTI DI LABORATORIO CHIMICO, POLITICO E FINANZIARIO COMMERCIALE.

NON SIAMO TRA QUELLI CHE INDIVIDUANO LO SPORT COME LA PANACEA DI TUTTI I MALI MA CERTAMENTE HA MOLTE POTENZIALITA’ UTILI A PLASMARE IL CORPO E LO SPIRITO DEI NOSTRI GIOVANI.

L’INDIMENTICABILE CANDIDO CANNAVO’ NEL 2004 REDUCE DALLE OLIMPIADI DI ATENE SCRIVEVA SULLA GAZZETTA RIFERENDOSI ALLA TRILLINI E ALLA VEZZALI :

HANNO INTERPRETATO UN SOGNO CON IL LORO FIORETTO: QUELLO DI UNA FINALE TUTTA ITALIANA. CHE DICO ITALIANA? JESINA. CHE DICO JESINA? DI QUARTIERE. STESSO MAESTRO, STESSO CLUB STESSA STRADA. E’ UNA FAVOLA TIPICA DELLA COSIDDETTA PICCOLA ITALIA CHE SI ESPRIME CON PRODIGI DI SEMPLICITA’, CONCRETEZZA E FANTASIA .

INIZIO’ TANTI ANNI FA’ NEL NOME DI UN UOMO – EZIO TRICCOLI – CHE ERA PRIGIONIERO DI GUERRA IN AFRICA E SI INVENTO’ MAESTRO DI SCHERMA CREANDO UNA MINIERA DI MEDAGLIE.

FU NOMINATO COMMENDATORE DELL’ORDINE AL MERITO DELLA REPUBBLICA DA PARTE DEL PRESIDENTE COSSIGA.

QUANDO EZIO SI SPENSE NEL MAGGIO 1996, POCO PRIMA DELLE OLIMPIADI DI ATLANTA LA SUA SCUOLA AVEVA PRODOTTO 525 ORI 308 ARGENTI E 407 BRONZI.

DAL 1976 IN POI I SUOI ALLIEVI E LE SUE ALLIEVE SONO SEMPRE SALITE SUL PODIO OLIMPICO PORTANDO IN OGNI ANGOLO DEL MONDO IL NOSTRO TRICOLORE E IL NOSTRO INNO OFFRENDOCI COSI’ UN MOTIVO IN PIU’ PER ESSERE ORGOGLIOSI DI ESSERE ITALIANI.

A QUESTO PROPOSITO SPERO VIVAMENTE CHE NELLE SCUOLE SI TORNI PRESTO AD INSEGNARE L’INNO NAZIONALE

NON SO A VOI MA CONFESSO CHE OGNI VOLTA CHE LO SENTO MI VENGONO I BRIVIDI.

DURANTE GLI ANNI DELLA PRIGIONIA IN CUI EZIO E’ STATO LONTANO DAI PROPRI AFFETTI, DALLA PROPRIA TERRA NON HA PERDUTO LA SPERANZA

PERCHE’ C’E’ SPERANZA C’E’ VITA E NON IL CONTRARIO

A 25 ANNI PRIGIONIERO HA TROVATO I MOTIVI E LA FORZA PER NON ARRENDERSI ED ANZI DA QUEI MOMENTI DIFFICILI, DALLA MANCANZA DI UN BENE PRIMARIO COME LA LIBERTA’ FISICA E MORALE HA TRATTO GLI ELEMENTI NECESSARI PERCHE’ PURE SE SCONFITTO NON SI CONSIDERASSE PERDENTE E QUANDO HA INZIATO A INANELLARE VITTORIE NON SI E’ MAI CONSIDERATO VINCENTE PER DIRITTI ACQUISITI.

OGNI VITTORIA ERA SEMPRE UNA NUOVA LEZIONE UNA DIMOSTRAZIONE DI RISPETTO DELL’AVVERSARIO, DELLO SPORT E DI SE STESSI.

NOI OGGI ONORIAMO LA SUA MEMORIA CON QUESTO PREMIO CHE SIAMO ORGOGLIOSI DI POTER CONSEGNARE AL PRESIDENTE DELLA FIGC DOTT. GIANCARLO ABETE ED A MARCELLO LIPPI QUI RAPPRESENTATO DA UN GRANDE ATLETA COME ANGELO PERUZZI OGGI SUO PREZIOSO COLLABORATORE.

OGGI MOLTI GIOVANI SI ARRENDONO ALLE PRIME DIFFICOLTA’ MA POSSIAMO ADDEBITARE LORO GLI EFFETTI DI QUESTE SCELTE RINUNCIATARIE?

O FORSE NON E’ IL CASO CHE GLI ADULTI, LE FAMIGLIE LA SCUOLA SI CHIEDANO SE SIANO STATE OPERATE LE SCELTE MIGLIORI PER LA LORO CRESCITA MORALE, CULTURALE E SPORTIVA?

FORSE IN NOME DI UN LASSISMO PERNICIOSO SI E’ TOLTA LA VOGLIA DI LOTTARE DI RINUNCIARE A IMPEGNARSI PER CONSEGUIRE RISULTATI POSITIVI

MAGARI SI SONO PERSEGUITI OBBIETTIVI INSEGNANDO SCORCIATOIE CHE, IN QUANTO TALI, MANCANO DELLE CARATTERISTICHE NECESSARIE PER DARE UN SENSO COMPIUTO ALLA VITTORIA.

PERSONALMENTE MI PIACEREBBE ANCHE CHE IN TUTTE LE SOCIETA’ SPORTIVE DI OGNI DISCIPLINA SI INSEGNASSE LA STORIA DELLO SPORT PER ARRICCHIRE CULTURALMENTE OGNI PERSONA

AD ESEMPIO PERCHE’ IL CALCIO SI GIOCA IN 11? LA PALLAVOLO IN 6, LA PALLACANESTRO IN 5? E TANTE ALTRE COSE DI STORIA SPORTIVA.
IL PANATHLON HA TRA LE SUE FINALITA’ QUELLA DI PROMUOVERE LO SPORT COME SOLIDARIETA’, RISPETTO DELL’AVVERSARIO E DELLA PROPRIA PERSONA NON DIMENTICANDO CHE IL MALE CHE E’ INSITO IN OGNUNO E’ LA CAUSA PRIMA DELLE SITUAZIONI NEGATIVE E SE RIUSCISSIMO A CONTROLLARLO MOLTE COSE IN TUTTI I CAMPI SAREBBERO PROFONDAMENTE DIVERSE.

NON POSSIAMO DIMENTICARE L’ANNO 2006 VISSUTO DAL CALCIO PRIMA DEI MONDIALI IN CUI LEI DOTT. ABETE FU IL CAPO DELEGAZIONE E MARCELLO LIPPI IL C.T.

DICIAMOLO PURE:

DEFINIRE SCETTICISMO IL CLIMA PRE MONDIALE FORSE E’ ESERCIZIO DI PURO EUFEMISMO

DA UN GIORNO ALL’ALTRO SEMBRAVA CHE TUTTO STESSE PER NAUFRAGARE CONFONDENDO IL BENE CON IL MALE.

SEMBRAVA CHE IL CALCIO FOSSE IL RICETTACOLO DI TUTTI I MALI SOCIALI SPESSO RIVELANDO SCARSA CULTURA SPORTIVA.

FACCIO UN ESEMPIO TOCCANDO UN TASTO MOLTO SENSIBILE: IL GUADAGNO DEGLI ATLETI.

IN QUEI GIORNI SI ERA FATTA UNA SCOPERTA CHE SEMBRAVA EPOCALE: METTERE UN TETTO SALARIALE AGLI INGAGGI, DIMENTICANDO O NON SAPENDO CHE GIA’ A FINE 800 IN INGHILTERRA ERA STATO MESSO UN TETTO AI GUADAGNI DEI GIOCATORI.

NESSUNO NEGA CHE POSSA ESSERE UN PROBLEMA MA QUANTOMENO SAREBBE STATO OPPORTUNO EVITARE DEMAGOGIA, IPOCRISIA O PEGGIO ANCORA.

POI CON QUELL’ULTIMO CALCIO DI RIGORE (NELLA FORZA DI QUEL TIRO C’ERAVAMO TUTTI) L’ISOLAMENTO E’ STATO ABBATTUTO E TUTTA L’ITALIA HA VISSUTO UNA NOTTE MAGICA TINTA D’AZZURRO.

TUTTI, COME SEMPRE ACCADE IN QUESTE OCCASIONI, HANNO SUPERATO BARRIERE E INCOMPRENSIONI RIVERSANDOSI PER LE STRADE CON UNA GIOIA INCONTENIBILE E UN ESPLOSIONE LIBERATORIA DAI TANTI MOMENTI BUI.

NON DICO NULLA DI NUOVO, FIUMI DI PAROLE E DI IMMAGINI HANNO INONDATO LE NOSTRE CASE MA, SENZA POLEMICA ALCUNA, IL CARRO DEL VINCITORE SI E’ RIEMPITO IN UN BATTIBALENO DIMENTICANDO LE CRITICHE FEROCI E SPESSO OFFENSIVE CHE HANNO ACCOMPAGNATO GLI AZZURRI IN TERRA GERMANICA DOVE MOLTI NOSTRI CONNAZIONALI NON ASPETTAVANO ALTRO PER VEDERSI RIPAGATI ED APPREZZATI DOPO TANTE AMAREZZE VISSUTE SULLA PROPRIA PELLE. QUANTE ANALOGIE CON IL NOSTRO MAESTRO CHE DA UN MOMENTO PARTICOLARMENTE DIFFICILE DELLA SUA VITA HA SAPUTO RITROVARE LE FORZE PER RIPARTIRE.

ORA NOI VI CONSEGNEREMO QUESTO PREMIO CHE PER NOI RAPPRESENTA UN MOMENTO SIGNIFICATIVO PER IL NOSTRO IMPEGNO A FAVORE DELLO SPORT.

IL PANATHLON CLUB SENIGALLIA HA DATO UNA PERIODICITA’ BIENNALE A QUESTO PREMIO E, COME ABBIAMO GIA’ FATTO IN PASSATO NON DIMENTICHEREMO IL NOSTRO COMPITO CHE E’ QUELLO DI CERCARE DI ELIMINARE OGNI DIFFERENZA DI RAZZA, DI CONDIZIONE SOCIALE E DI NON DISTINGUERE PIU’ TRA LE DIVERSE FORME DI ABILITA’ FISICA E PSICHICA.

LA VITA DI TUTTI I GIORNI CI DIMOSTRA CHE SPESSO I DIVERSAMENTE ABILI NON SONO QUELLI TRADIZIONALMENTE INTESI BENSI’ QUEGLI INDIVIDUI CHE SI PERMETTONO OGNI NEFANDEZZA NELLA VITA, NELLA SCUOLA E NELLO SPORT.

NON A CASO STIAMO PER AVVIARE UN PROGETTO AMBIZIOSO, PERALTRO GIA’ FELICEMENTE SPERIMENTATO DAGLI AMICI PANATHLETI DI PADOVA.

SI TRATTA DI FAR PRATICARE ATTIVITA’ SPORTIVA NELLE SCUOLE ASSUMENDO DEI CONDIZIONAMENTI FISICI IN MODO TALE CHE I GIOVANI VIVANO PERIODICAMENTE LA PROPRIA ATTIVITA’ SPORTIVA NELLA CONDIZIONE DI DIVERSAMENTE ABILI. PER QUESTO DEVO SOTTOLINEARE LA DISPONIBILITA’ GIA’ MANIFESTATA DAGLI ISITITUTI SCOLASTICI E NUTRO LA SPERANZA CHE QUESTA INIZIATIVA POSSA CONTRIBUIRE AD UN DOMANI PIU’ PROFICUO E PIU’ SERENO PER TUTTI.

GRAZIE

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